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28/10/2026

P&G all’evento di GS1 Italy: il packaging inclusivo per prodotti accessibili a tutti

Relatori durante una sessione sull’accessibilità all’evento GS1 Italy

Il 27 ottobre 2026 si è svolto a Milano, presso l’Innovation Center di GS1 Italy, il convegno «L’accessibilità nel largo consumo: stato dell’arte e prospettive di filiera», organizzato da GS1 Italy con il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Per P&G Italia è intervenuto Manuele Bravi, Company Communications Accessibility Manager, nella tavola rotonda «Dalla consapevolezza all’azione», dove ha portato l’esperienza dell’azienda sul packaging inclusivo e sui marcatori tattili, con il caso di Dash Power Pods. Il tema riguarda la possibilità, per ogni consumatore, di riconoscere e usare in autonomia un prodotto di uso quotidiano.

GS1 Italy: L’accessibilità nel largo consumo: stato dell’arte e prospettive di filiera. Come rendere l’esperienza d’acquisto più accessibile e inclusiva lungo tutta la filiera. 27 ottobre 2026, 11:00–13:00. Iscriviti, live streaming.

I temi discussi al convegno GS1 Italy sull’accessibilità

L’incontro era rivolto a manager e professionisti di industria e distribuzione (marketing, sostenibilità, trade marketing, retail e store design, customer experience, DE&I, R&D), con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’accessibilità nelle aziende, trasformandola da obbligo normativo in leva strategica. Tre i temi al centro:

  • la ricerca di GS1 Italy e del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, condotta con 18 aziende del largo consumo italiano;
  • l’accessibilità del prodotto, quella fisica e digitale del punto vendita e i bisogni delle persone lungo tutto il percorso d’acquisto;
  • il confronto tra imprese di industria e distribuzione nella tavola rotonda.
Relatori durante una sessione sull’accessibilità all’evento GS1 Italy

Come P&G integra l’accessibilità nelle proprie attività?

Nel suo intervento Manuele Bravi ha spiegato che per P&G l’accessibilità è parte della strategia di business e un modo per raggiungere tutti i consumatori: un approccio che riguarda prodotti, packaging, comunicazione, servizi e ambiente di lavoro. Il ruolo del Company Communications Accessibility Manager fa da raccordo tra la strategia globale ed europea e la sua applicazione in Italia, e lavora su tre fronti: i dipendenti (formazione, sensibilizzazione, accessibilità degli strumenti), i partner e le comunità (collaborazioni con università e associazioni, ricerca) e i marchi (comunicazione, packaging, lanci di prodotto ed eventi accessibili).

Sul fronte delle comunità, P&G Italia è attiva da tempo con progetti come Campioni Ogni Giorno e Oltre la Rampa. Sul fronte dei marchi, l’accessibilità passa invece da prodotti, comunicazione e packaging: tra gli strumenti più concreti e innovativi in tal senso rientrano i marcatori tattili.

Marcatori tattili sul packaging: come funzionano e a cosa servono

Tra gli interventi sul packaging, i marcatori tattili di P&G hanno un ruolo di primo piano: sono segni in rilievo che permettono di riconoscere un prodotto anche attraverso il tatto. L’invenzione nasce dall’obiettivo di P&G di rendere i propri prodotti identificabili in autonomia, soprattutto da parte delle persone con disabilità visiva. Un simbolo in rilievo, con un linguaggio semplice e immediato, è infatti più diretto di una scritta sull’etichetta: la affianca e ne completa le informazioni visive.

Il sistema prevede un simbolo diverso per ogni tipologia di prodotto. Sui flaconi, per esempio, lo shampoo si riconosce da quattro linee verticali. Marcatori di questo tipo sono presenti sui flaconi di Head & Shoulders e Pantene e sulla confezione in cartone di Dash Power Pods, e il flacone di Dash Liquido dove il marcatore ha la forma di una lavatrice.

Flacone Head & Shoulders con marcatori tattili per distinguere lo shampoo

Essendo parte della confezione e non solo dell’etichetta, i marcatori richiedono un intervento sugli stampi industriali dei flaconi. Per questo, oggi, la soluzione è applicata ai formati con i volumi produttivi più alti.

Proprio perché un simbolo funziona se è riconosciuto da tutti, P&G ha scelto di non brevettare in esclusiva il sistema e di metterlo a disposizione dell’intero settore, per favorire una standardizzazione del linguaggio tattile sul packaging. L’azienda accoglie con favore l’adozione di questi simboli da parte di altre aziende e produttori, come sistema volontario armonizzato che facilita l’identificazione dei prodotti.

Come è fatto un packaging inclusivo? Il caso Dash Power Pods

Per raccontare un’iniziativa concreta, Manuele Bravi ha portato l’esempio di Dash Power Pods, detersivi monodose confezionati in cartone riciclato e riciclabile. Quattro le soluzioni di packaging:

  • apertura facilitata: il design del cartone rende l’apertura più agevole e intuitiva, riducendo lo sforzo e la destrezza manuale richiesti;
  • marcatore tattile: un segno in rilievo permette di riconoscere e distinguere il prodotto al tatto, anche a chi è ipovedente o non vedente;
  • chiusura di sicurezza: evita le aperture accidentali da parte dei bambini e resta facile da usare per gli adulti;
  • codice NaviLens: si scansiona con lo smartphone senza doverlo inquadrare con precisione, rende l’etichetta «parlante» e fornisce informazioni su caratteristiche, ingredienti, modalità d’uso e smaltimento.
Confezione Dash Power Pods con apertura facilitata e chiusura di sicurezza

P&G ha riprogettato la confezione a partire dai focus group con persone con disabilità motorie, che avevano evidenziato le barriere dei packaging tradizionali. Per aprirla occorre premere insieme due pulsanti laterali in cartone, calibrati sul palmo di un adulto, e un «click» sonoro conferma apertura e chiusura. Le mani dei bambini, invece, non riescono a esercitare la stessa pressione su entrambi i lati, e così si evitano aperture accidentali. Il formato monodose, infine, elimina la necessità di versare il liquido.

Anche la comunicazione ha avuto il suo ruolo: con il contributo alla scelta dei marcatori tattili, la sensibilizzazione sul prodotto, l’evento di lancio accessibile e le campagne con spot audiodescritti e sottotitolati. L’accessibilità non deve essere necessariamente il messaggio principale, ma una caratteristica che migliora la fruibilità del prodotto per tutti.

Perché il packaging inclusivo riguarda tutti i consumatori

L’idea di fondo che P&G ha portato al convegno è che l’accessibilità non debba essere «la novità», ma una parte integrante della progettazione fin dall’inizio. Questo approccio, progettuale e culturale, beneficia un’ampia gamma di persone: non solo quelle con disabilità, ma anche anziani, bambini e chiunque tragga vantaggio da prodotti più semplici e intuitivi. Pensarla fin dall’inizio, e non a valle del processo, riduce inoltre la necessità di modifiche successive, più complesse e costose.

Per un quadro più ampio sull'impegno dell’azienda, è disponibile la sezione dedicata alle persone con disabilità del sito.

Domande Frequenti (FAQ)

Che cos'è stato il convegno “L'accessibilità nel largo consumo”?

È stato un convegno organizzato da GS1 Italy con il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Era dedicato all’accessibilità nel largo consumo e nel retail, con la presentazione dei risultati di una ricerca condotta con 18 aziende italiane di industria e distribuzione e una tavola rotonda tra imprese.

Quando e dove si è svolto?

Si è svolto il 27 ottobre 2026, dalle 10:30 alle 14:00, in presenza presso GS1 Italy, Interno 1 Innovation Center, in via Pietro Paleocapa 7 a Milano.

Chi è intervenuto per P&G?

È intervenuto Manuele Bravi, Company Communications Accessibility Manager di P&G Italia, nella tavola rotonda «Dalla consapevolezza all’azione».

Cosa sono i marcatori tattili e a cosa servono?

Sono simboli in rilievo sul packaging che permettono di riconoscere un prodotto al tatto, pensati soprattutto per le persone con disabilità visiva. A ogni tipologia di prodotto corrisponde un simbolo: per esempio, quattro linee verticali per lo shampoo e otto puntini per il balsamo.

Altre aziende possono usare i marcatori tattili ideati da P&G?

Sì: P&G ha scelto di non brevettare in esclusiva il sistema e accoglie con favore l’adozione dei simboli da parte di altre aziende e produttori, come sistema volontario armonizzato.