30/10/2026
Placca e tartaro: cosa sono, differenze e come prevenirli
La placca è un film di batteri morbido e adesivo che si forma di continuo sui denti e che si tiene sotto controllo con una routine di igiene orale quotidiana. Il tartaro è invece placca che non è stata rimossa e si è indurita: aderisce saldamente allo smalto e può essere eliminato solo dal dentista. Per prevenirlo è quindi necessario intervenire sulla placca, prima che si trasformi. Questa guida illustrerà nel dettaglio che cosa sono placca e tartaro, in che cosa si differenziano e quali strategie adottare, anche con il supporto dei prodotti Oral-B e della ricerca scientifica.
Che cos’è la placca dentale
La placca è un biofilm, cioè una pellicola di batteri che si forma di continuo sulla superficie dei denti e lungo il margine delle gengive. È incolore o giallo pallido, quindi poco visibile, ma si riconosce spesso dalla sensazione di patina o di superficie ruvida sui denti. Quando i batteri si nutrono degli zuccheri contenuti negli alimenti, producono acidi che attaccano lo smalto e possono irritare le gengive, favorendo problemi come la carie.
Non è possibile eliminare la placca del tutto: anche con un’igiene orale adeguata continua a formarsi, perciò l’obiettivo è mantenerla a livelli molto bassi con una cura costante. Ne favoriscono l’accumulo l’igiene orale insufficiente, i cibi e le bevande zuccherati o ricchi di amidi, il fumo e la bocca secca, poiché la saliva contribuisce a eliminare i residui di cibo e a neutralizzare gli acidi.
Che cos’è il tartaro
Il tartaro si forma quando la placca non viene rimossa e si indurisce: bastano da uno a tre giorni perché inizi a trasformarsi. Ha un colore giallo o marrone, aderisce saldamente allo smalto e può formarsi sia sopra sia sotto il margine delle gengive.
La sua superficie è ruvida e porosa e favorisce l’adesione di nuova placca: si innesca così un circolo vizioso, in cui il tartaro richiama placca e la placca alimenta la formazione di altro tartaro. La predisposizione alla formazione di tartaro varia sensibilmente da persona a persona e, in genere, aumenta con l’età.
Placca e tartaro: le differenze
Anche se talvolta vengono confusi, placca e tartaro non sono la stessa cosa: sono due fasi dello stesso processo. Ecco le differenze in breve:
- consistenza: la placca è morbida e appiccicosa, mentre il tartaro è duro e compatto;
- colore: la placca è incolore o giallo pallido, mentre il tartaro è giallo o marrone;
- formazione: la placca si riforma di continuo nel corso della giornata, mentre il tartaro si forma quando la placca resta sui denti e si indurisce, in 1-3 giorni;
- rimozione: la placca si tiene sotto controllo con spazzolino, filo interdentale e igiene quotidiana, mentre il tartaro non si elimina a casa e può essere rimosso solo dal dentista;
- rischi: la placca è all’origine di carie e infiammazione gengivale, mentre il tartaro mantiene l’irritazione delle gengive e rende più difficile la pulizia.
Perché placca e tartaro vanno tenuti sotto controllo
Se non viene rimossa, la placca può causare carie e gengivite, cioè l’infiammazione della gengiva. Il tartaro, a sua volta, irrita in modo costante il tessuto gengivale. Per questo gengive gonfie o che sanguinano, depositi giallastri vicino al bordo gengivale o un alito persistentemente sgradevole sono segnali da riferire al dentista.
Gengive e placca: dalla gengivite alla parodontite
La gengivite è la fase iniziale della malattia gengivale e si manifesta con gengive gonfie e sanguinanti. Se non viene trattata, può progredire in parodontite: le gengive si ritraggono dai denti, si formano tasche che si infettano e, nel tempo, possono comparire perdita ossea e mobilità dei denti
Placca, tartaro e alito cattivo
L’accumulo di placca e tartaro, soprattutto vicino alle gengive, è tra le possibili cause dell’alito sgradevole. Il primo passo è la pulizia accurata di denti e spazi interdentali, insieme alla verifica della causa con il dentista.
Come si rimuove il tartaro
Una volta formato, il tartaro non può essere rimosso a casa, né con lo spazzolino né con il filo interdentale: solo il dentista è in grado di eliminarlo, con la pulizia professionale. Anche con un’ottima routine quotidiana, infatti, un po’ di tartaro tende comunque a formarsi nel tempo. Per questo sono importanti i controlli periodici, in genere una o due volte l’anno, con una frequenza da concordare con il dentista.
Detartrasi e levigatura radicolare: quando servono
Quando la malattia gengivale è arrivata alla parodontite, il dentista o l’igienista dentale può indicare la detartrasi con levigatura radicolare. Si tratta di una pulizia profonda che rimuove placca e tartaro sopra e sotto il margine gengivale e leviga le radici dei denti, per favorire la guarigione delle gengive. Viene eseguita con anestesia locale e richiede in genere una o due ore, in uno o due appuntamenti. Non è necessaria in presenza di denti e gengive sani.
Come prevenire placca e tartaro: strumenti e abitudini
Poiché il tartaro deriva dalla placca, la prevenzione consiste nel gestire correttamente la placca ogni giorno, in tutte le zone della bocca. Le basi sono le stesse della prevenzione della carie: spazzolare i denti due volte al giorno per almeno due minuti con un dentifricio al fluoro (per la tecnica si veda l’approfondimento su come lavare i denti con lo spazzolino elettrico), pulire gli spazi tra i denti, limitare la frequenza di zuccheri e spuntini, e sottoporsi a controlli e pulizie professionali.
Spazzolino elettrico e rimozione della placca
Una meta-analisi pubblicata nel 2026 su Clinical Oral Investigations (Luo et al., «Comparative efficacy of electric toothbrush technologies in plaque and gingivitis reduction: a network meta-analysis») ha confrontato diverse tecnologie di spazzolino elettrico in 19 studi clinici randomizzati. Dai risultati è emerso che tutti i tipi di spazzolino elettrico riducono la placca più di quello manuale e che gli spazzolini a tecnologia oscillante-rotante, come quelli Oral-B, hanno la maggiore probabilità di efficacia: sull’indice di placca, la differenza rispetto allo spazzolino manuale equivale a circa il 18% in più di riduzione. Per approfondire il confronto tra le due tipologie si veda l’articolo sulla differenza tra spazzolino manuale ed elettrico.
Inoltre, alcuni modelli di spazzolini elettrici Oral-B iO, come l’iO10, sono dotati di un sensore di pressione, che segnala quando la pressione è eccessiva, e un timer, che indica quando sono trascorsi i due minuti consigliati.
Dentifricio: quale scegliere e che cosa dicono gli studi
Il fluoro è la base della protezione dalla carie, mentre alcune formulazioni di dentifricio rispondono a esigenze più specifiche, come il controllo della placca e del tartaro, la salute delle gengive o la protezione dello smalto. Nessun dentifricio, però, può rimuovere il tartaro già formato.
Sul fronte della placca, una revisione pubblicata nel 2022 sull’American Journal of Dentistry (He et al., «Novel findings on anti-plaque effects of stannous fluoride») ha riunito 44 studi clinici randomizzati, condotti dai laboratori P&G su oltre 3.300 adulti in sei Paesi, relativi a un dentifricio al fluoruro stannoso con una specifica formulazione. Rispetto a un dentifricio di confronto con fluoruro di sodio o monofluorofosfato di sodio, la placca risultava inferiore del 19% negli studi di durata più lunga (da due settimane a tre mesi) e del 14% in quelli di quattro giorni, anche sulle superfici non spazzolate. Gli autori, tuttavia, hanno precisato che i risultati sono validi solo per le formulazioni considerate e non possono essere estesi ad altri dentifrici.
La scelta del dentifricio va valutata in base alle proprie esigenze, anche con il dentista. Tra i dentifrici Oral-B, la linea Pro-Expert è pensata per supportare diverse esigenze, tra cui placca, gengive e tartaro.
Filo interdentale e pulizia degli spazi tra i denti
Lo spazzolino non raggiunge completamente gli spazi tra un dente e l’altro, dove la placca tende a restare più a lungo. Per questo la pulizia interdentale, con il filo interdentale o altri ausili consigliati dal dentista, deve essere parte integrante della routine di prevenzione di placca e tartaro e va svolta una volta al giorno.
Alimentazione e controlli periodici
Ridurre la frequenza di alimenti e bevande zuccherati o ricchi di amidi limita il nutrimento dei batteri della placca, e non fumare ne riduce l’accumulo. I controlli periodici dal dentista e dall’igienista dentale permettono invece di individuare i depositi di tartaro quando sono ancora limitati e di verificare che la routine quotidiana sia efficace per ogni persona.
Il ruolo di controlli regolari, igiene quotidiana e strumenti adeguati nella prevenzione della placca è sintetizzato anche dal parere di Gaetano Isola, Professore Associato di Parodontologia e Presidente del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università degli Studi di Catania:
«Il biofilm batterico è una comunità microbica complessa e organizzata, strettamente coinvolta nello sviluppo di carie e parodontite. Per questo motivo, controlli specialistici periodici e una corretta igiene orale domiciliare, assieme a una dieta ottimale, sono fondamentali per prevenirne l’accumulo e limitarne gli effetti. Nell’igiene quotidiana, le evidenze disponibili indicano che lo spazzolino elettrico roto-oscillante rappresenta uno degli strumenti più efficaci per disorganizzare il biofilm e favorire una più efficace rimozione della placca.»
Domande Frequenti (FAQ)
Il tartaro si può togliere a casa?
No. Una volta formato, il tartaro aderisce ai denti e non viene eliminato da spazzolino o filo interdentale: solo il dentista può rimuoverlo.
Perché la placca si forma anche se mi lavo i denti con regolarità?
La placca si forma di continuo e non può essere eliminata del tutto, per quanto accurato sia lo spazzolamento. Il meglio che si possa fare è mantenerla a livelli molto bassi con una cura orale costante.
Lo spazzolino elettrico elimina il tartaro?
No. Lo spazzolino elettrico, usato con costanza e con la tecnica corretta, aiuta a rimuovere la placca in modo efficace e a ridurre il rischio che si trasformi in tartaro, ma non può staccare il tartaro già indurito.